15) Schelling. Filosofia negativa e positiva.
Nell'ultima parte della sua speculazione filosofica Schelling
prende decisamente le distanze dall'idealismo ponendo la
distinzione fra filosofia negativa e positiva. La filosofia
negativa  la filosofia puramente razionale, la quale determina il
modo in cui si debba pensare la realt. La filosofia positiva
affronta concretamente il fatto dell'esistenza e della storia.
F. W. J. Schelling, Lezioni monachesi sulla storia della filosofia
moderna.

La scienza che compie questa eliminazione dell'accidentale nei
primi concetti dell'esistente, e con ci questa separazione
dell'esistente stesso,  critica,  di specie negativa, ed ha nel
suo risultato _ per soltanto nel pensiero _ ci che noi abbiamo
chiamato l'esistente stesso. Ma riconoscere che quest'ultimo
esista anche nella sua purezza, con esclusione dell'essere
meramente accidentale, al di l di questo essere, non pu pi
essere assunto di quella scienza negativa ma soltanto di un'altra
scienza che, in opposizione a quella, dovr chiamarsi positiva, e
per la quale la scienza negativa ha solo ricercato l'oggetto
proprio e autentico, l'oggetto pi alto.
Io vi ho di nuovo ricondotti al punto ove si fronteggiano da un
lato la filosofia in quanto cerca ancora il suo supremo e pi alto
oggetto _ ottenendone per solo il concetto mediato logicamente
(nel pensiero), senza poterne provare l'esistenza _ e la filosofia
in quanto si rapporta immediatamente a questo oggetto,
all'esistente superiore ad ogni dubbio.
Ed  proprio in ci _ nel non aver distinto filosofia negativa e
filosofia positiva, e nell'aver voluto raggiungere, con una
filosofia che rettamente intesa poteva avere solo un significato
negativo, ci che  possibile soltanto per la filosofia positiva _
che sta, come ho detto, il motivo della confusione e dell'essere
selvaggio e deserto in cui si  andati a finire cercando di
rappresentare Dio come compreso in un processo necessario, col
risultato che, non potendo in tal modo procedere oltre, si 
trovato il proprio rifugio in uno spudorato ateismo. Questa
confusione ha persino impedito una bench minima comprensione di
quella distinzione.
La filosofia negativa, rettamente intesa, porta con s quella
positiva, e, viceversa, la filosofia positiva  possibile soltanto
nei confronti di quella negativa rettamente intesa. Quest'ultima,
se circoscritta nei suoi limiti, rende quella positiva anzitutto
conoscibile, e poi non solo possibile, ma necessaria.
Grande Antologia Filosofica, Marzorati, Milano, 1971, volume
diciottesimo, pagina 289.
